Servizi Geologici: Geologia, Geotecnica, Idrogeologia e Ambiente

NEWS

Novità normative su Radon anche negli edifici residenziali

Il 27 agosto 2020 è entrato in vigore il D.L. 31.07.2020 n.101 di attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom e riordino della normativa di settore in attuazione dell'articolo 20, comma 1, lettera a), della legge 4 ottobre 2019, n. 117. 

hattusas-srl-radon-misurazione-radon-interventi-bonica-radon-11174523_l.jpg

la nuova norma si esprime anche riguardo alle sorgenti naturali delle radiazioni ionizzanti, con particolare attenzione all’esposizione al Radon sia nei luoghi di lavoro che in quelli domestici.

L’Art.10 del Decreto introduce tempistiche riguardo alla redazione ed all’adozione del Piano Nazionale d’azione per il Radon, nonchè:

a) le strategie, i criteri  e  le  modalita'  di  intervento  per prevenire e ridurre i rischi di lungo termine dovuti  all'esposizione al radon nelle abitazioni, negli edifici pubblici  e  nei  luoghi  di lavoro, anche di nuova costruzione, per qualsiasi fonte di radon, sia essa il suolo, i materiali da costruzione o l'acqua;                                          b) i criteri per la classificazione delle zone in cui si  prevede che la concentrazione di radon come media annua superi il livello  di riferimento nazionale in un numero significativo di edifici; 
c) le regole tecniche e i criteri di realizzazione di misure  per prevenire l'ingresso del radon negli  edifici  di  nuova  costruzione nonche' degli interventi di ristrutturazione su edifici esistenti che
coinvolgono l'attacco a terra; 
d) gli indicatori di efficacia delle azioni pianificate.

Un altro aspetto di rilievo è affrontato all’Art.12 e riguarda i livelli di riferimento, che diventano pari a 300 Bq/mc in termini di valore medio annuo della concentrazione in aria, sia nelle abitazioni esistenti che nei luoghi di lavoro, per passare a 200 Bq/mc negli edifici costruiti a partire dal 2025.

Possono essere individuati anche limiti di riferimento inferiori o differenziati in relazione ai diversi usi degli edifici sulla base delle determinazioni del Piano Nazionale.

Valutare la presenza di Radon negli edifici e se possibile adottare dei criteri di allontanamento del gas già in fase progettuale è importante per la salubrità dei luoghi in cui abitiamo e lavoriamo.

Esistono condizioni geologiche, stratigrafiche che ci permettono di individuare aree a rischio.

Per una corretta impostazione del problema di rischiosità di un’area, risulta quindi necessario procedere a valutazioni che implichino considerazioni sulla geologia locale ed in particolare:

  • Il dominio geologico condizionante la litologia;

  • La permeabilità dei suoli;

  • La presenza di faglie e fratture locali o regionali che può convogliare grandi quantità di gas da profondità notevoli;

  • La presenza di cavità sotterranee;

  • Lo spessore e natura della coltre di copertura.

    Ad ulteriore sostegno di questa posizione si richiama l’attenzione sul fatto che in tutti i paesi esteri dove viene prestata attenzione al problema Radon, le mappe di rischio sono redatte dai competenti Servizi Geologici.

elisa scomazzon